Compleanno..

Ogni anno, puntualmente, mi capita di chiedermi se le amicizie o gli affetti si misurino dal numero e dal “genere” di auguri che hai ricevuto. Avrò fatto in modo che le persone si “ricordino” di me? Sarò stato d’aiuto per loro? Un vero amico? La soluzione non c’è, lo so. Ci sono troppe variabili intervenienti. Forse sarebbe più giusto se me chiedessi perché ci tengo così tanto e cosa faccio per evitare che ogni volta si verifichi una delusione..

Annunci

Milano..

Sono a Milano, per lavoro, e non ho troppo tempo ne troppa voglia di scrivere.. Sono solo, solo ed in pace. Sto bene, finalmente rendo conto solo a me, delle mie cose, delle mie voglie e volontà. Bello! Una famiglia lontana a volte è bello.

I miei spostamenti giornalieri sono: albergo, lavoro, albergo, ristorante, albergo; tutto condito da una abbondante quantità di metro utilizzate, una buona dose di freddo.. siamo quasi sempre sotto lo zero, ed un super utilizzo del cellulare con funzione di telefono, router, passatempo e strumento di comunicazione (skype, msn).

Per ora è tutto.. un saluto!

Haiku #9 – Natale; Haiku #10 – Famiglia

NATALE

“La serenità
sia centro del vostro
dolce Natale”

 

FAMIGLIA

“Mamma e Papà..
la famiglia in due
sole parole”

D.

Facce da collega..

Come forse avrete letto, ho da poco iniziato un nuovo lavoro. E come tutti gli inizi, o i primi incontri, sia che si tratti di un colloquio, sia che si tratti di un appuntamento al buio (mai fatti), sia che si tratti, come nel mio caso, del primo giorno di lavoro, c’è la fase immaginifica che precede l’incontro.

Come sarà l’ambiente? Come saranno i colleghi? Ed il capo? Cosa mi diranno? Come si mostreranno? Come saranno vestiti? La loro voce? .. insomma, inizi a pensare a tutto, a prefigurarti qualsiasi aspetto di ciò che caratterizzerà quei momenti.

E così è successo a me; da bravo “novizio” mi sono presentato in orario davanti la sede.. 45 minuti di anticipo! Evviva l’ansia! Caffè, colazione, passeggiata; queste le prime cose eseguite, in rigorosa sequenza temporale, per cercare di attenuarla.

Passata una buona 35ina di minuti ho iniziato ad aspettare che arrivasse qualcuno ad aprire (ore 9) ed ad ogni volto che mi passava dinnanzi, o che vedevo arrivare, mi chiedevo se era il volto di un/una “potenziale” collega. Questo per decine di volti, senza mai stancarmi, senza mai “abbassare la guardia”.. fino al momento fatidico.. stretta di mano, prime parole, sguardi, prime impressioni.. e via, col mio primo giorno..

Decisioni

Avviene talvolta di dover scegliere strada, di dover decidere qualcosa che inciderà sostanzialmente sul tuo futuro, qualcosa di non derogabile e che ha a che fare con la parola “cambiamento”. Ho provato a pensare in haiku a qualcosa in relazione al cambiamento; effettivamente qualcosa era anche uscito, ma preferisco lasciarvi questa lettera aperta che vi dirà molto di più di qualsiasi poesia.

“Purtroppo, come forse il titolo vi avrà fatto pensare o immaginare, questo post autoreferenziale, parla di ciò che alcuni di voi già sanno: il mio “addio” ad Ateneo. E’ stato qualcosa di inaspettato, qualcosa di inatteso ed imprevisto, una scelta fatta in pochi giorni e con quasi nessuna possibilità di fermarsi a riflettere e di ragionarci su a mente fredda. Ero in “famiglia” e pensavo all’eventualità di lasciarla, ero tra amici ed affetti, ed immaginavo a come sarebbe stato quel momento; l’ultimo saluto.

Pensavo a come avrebbe reagito ciascuno di voi che ora legge, immaginavo, come ogni volta in cui ti trovi di fronte ad un sentiero che si biforca, a quale strada sarebbe stata la migliore. Da una parte avevo un lavoro che mi piace (o piaceva), un gruppo di persone con cui mi relazionavo bene e con cui lavoravo con gioia. Dall’altra la chimera di poter crescere professionalmente, l’idea di imparare nuove cose e di poter fare un passo ancora verso un futuro migliore.

Beh, visto che leggete questo post, sapete com’è andata a finire.. Ma ciò che volevo, tramite queste 20 righe, era ringraziare Ateneo Impresa per la grande occasione che mi ha donato, per il fatto che mi ha scelto e mi ha fatto crescere. E’ stata per me una palestra di vita, oltre che un luogo dove migliorare giornalmente in ottica professionale. Volevo inoltre ringraziare chiunque io abbia incontrato nel mio percorso.. dall’aspirante masterino, alle persone che in questa struttura posso dire di aver amato. (Non vi scandalizzate, non è una parolaccia :P )

Volevo a tal proposito dedicare qualche parola alle persone più significative:

Riccardo A.: il mio “padre professionale”. La persona che più di tutte ha sempre creduto in me, che mi ha spronato a tener duro e che mi ha accompagnato in questi 2 anni e mezzo nel migliore dei modi. Un signore: sempre pronto a scherzare, ma dedito al lavoro e fedele ad Ateneo come pochi.. sintetizzando: un grande! Gli fa difetto il sol fatto di essere troppo buono.

Marianna: te l’avevo detto che ti scrivevo qualcosa no? Anche se è di pubblico dominio, spero ti farà piacere ugualmente.. Precisa, affidabile, sicura; sempre dedita al 100% alla propria attività, è stata per me la “mamma” dell’immaginaria famiglia Ateneo. E’ arrivata a conoscermi più di chiunque altro semplicemente osservandomi e facendomi qualche domanda alla quale non sempre ho risposto.. ma a lei bastava così. Grazie Mari!!!

Nunzia: c’è poco da dire.. se ne sono accorti anche i muri.. nutro per lei un’affetto enorme e “la mia piccola nanetta” lo sa, perciò.. mi fermo qui! :D

Il Marketing: come se fosse un’entità unica, nomino i 3 moschettieri (Fabrizio, Gabriele, Alessandra) citandoli contemporaneamente. Un grosso in bocca al lupo a tutti voi con la consapevolezza che stavamo facendo qualcosa di grande insieme e che sono convinto possiate portare avanti.. Grazie per le grasse risate di tutti i giorni, per le gioie ed per il culo che ci si faceva. (Un saluto anche ad Ele, protagonista di un pezzo di questi ricordi)

Giulia: la nomino sebbene non sia con noi da un po, ma VA NOMINATA.. perché Giuppy è Giuppy, perché lei sa che abbiamo avuto la fortuna di trovarci; lei un fratello, io una sorella e perciò entra di diritto nelle persone care di Ateneo.

Infine cito il Presidente quale persona che mi ha insegnato di più professionalmente perché, sebbene se ne ricordi solo quando gli fa comodo, è uno psicologo di grande esperienza e valore professionale e, fortunatamente, anche solo guardandolo in azione ho potuto rubarne qualche piccolo segreto. Un caro saluto presidè.. e non essere arrabbiato con me, ho voluto molto bene alla creatura che stai portando avanti, più di molti altri che sono passati prima di me..

Credo di aver terminato ringraziando, senza citarli perché sono troppi, tutti i masterini ed i docenti con cui sento di aver creato un rapporto extraprofessionale ed amicale importante.

Buon viaggio Ateneo! Ed in bocca al lupo a me!”

Teatro

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di vedere a teatro “Padre Terra”, con Neri Marcorè ed Eugenio Allegri. Vi ripropongo uno stralcio del monologo a 2 ripreso direttamente da “Gomorra” di Saviano.

“Di notte Mariano aveva scaricato un po’ di pallottole su diverse vetrine, scegliendo i bar a caso. Non era un avvertimento, ma insomma anche se lui non sapeva il reale motivo per cui sparava su quelle vetrine, i proprietari sicuramente un motivo valido l’avrebbero trovato. Una causa per sentirsi in errore c’è sempre.”

D.

Haiku #8 – Fiducia

In questi giorni sarà riecheggiata nelle vostre orecchie, quanto nelle mie, questa parola: fiducia.
È per questo che mi sono sentito in “dovere” di scrivere il mio pensiero in haiku..

“Fiducia: noi

che l’abbiamo persa,

emigriamo”

D.