Recent Graduate Survey

A volte le soddisfazioni arrivano da sole, dal nulla, inaspettate.
Per pura casualità, perso tra varie letture, mi sono imbattutto in questa ricerca e nella relativa classifica e, sorpresa delle sorprese… la mia azienda!!!

Per capirne di più: Cos’è il RGS (Recent Graduate Survey)? A cosa serve? Che indaga?

Vi riassumo molto brevemente.

Chi redige l’indagine: Cesop Comunicazione
Cosa misura ed in che consiste: misura la notorietà delle aziende e la loro capacità di fare strategie di Employer Branding. Più nello specifico va ad analizzare:
1 – La brand awareness: intendendo con ciò sia il grado di conoscenza del marchio che il grado di conoscenza dell’offerta professionale.
2 – La corporate brand: il gradimento dell’immagine istituzionale.
3 – L’ employer brandingil livello di apprezzamento dell’immagine aziendale come luogo di lavoro.

Questo link per chi volesse approfondire: http://www.surveyrgs.it/html/about.html
Per tutti gli altri eccovi la classifica nazionale relativa al 2010.

Buona lettura e buona visione.

Ranking Best Employer of Choice ’10

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Dormire (considerazioni sceme)

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avrei preferito dormire a pancia in su… quando ero un fautore di posizioni prone.

Haiku #33 – Stare insieme

“L’antitesi

 

semplice e complesso

 

che ci distingue”

D.

Verità banali

I soldi non fanno la felicità!

Particolarità

Le donne sono false, gli uomini bugiardi; quest’ultimi mentono per nascondere, il gentil sesso lo fa invece per confondere, mascherare.

Piangere

Io son sempre stato una mezza frana nel manifestare le emozioni e, non so perchè, ma sembra quasi che le adoperi frequentemente in maniera randomica.

Prendendone una a caso, che poi tanto a caso non è, ed analizzandone la sua manifestazione più evidente, vorrei chiedervi e chiedermi:

Dove è consentito piangere? In quali luoghi o momenti è “normale” farlo? Quando e dove, invece, è meglio non manifestare tutto ciò?

Ai generalizzatori e schematizzatori l’ardua sentenza.

Un bilancio

Sotto la doccia pensavo ad un bilancio del primo mese di lavoro, da solo, lontano da casa. La mia riflessione non era incentrata sul lavoro; facendo 2 conti sono cinque anni che, sebbene in contesti differenti,  quotidianamente mi nobilito. E non era neanche sulla “lontanezza da casa”. Alla fine non è importante quanto tu sia lontano, è importante che tu sia solo e debba pensare completamente a te stesso.

Ebbene sì, sulla falsariga dell’haiku, scritto proprio l’altro giorno, riflettevo su come cambi la vita quando si vive da soli, su come tante cose a cui eri abituato, da un giorno all’altro mutino, inevitabilmente, nel bene e nel male.

Ho fatto la mia scelta nel giro di 4 giorni, e certamente non avevo ben presente cosa sarebbe stato, cosa avrebbe significato il rivoluzionare la mia vita… eppure ho scelto; e solo ora, a distanza di tempo, riesco a valutarne i lati positivi e negativi. E’ certamente facile mettersi d’accordo con se stessi, piacevole aver a che fare, nella quotidianità, solo con la persona della quale rivesti l’involucro; di contro, però, non puoi permetterti più il lusso di non essere presente a te stesso. Riflettevo inoltre a ciò che mi hanno sempre detto i miei genitori: “un giorno, quando non ci saremo più noi, apprezzerai di più il nostro lavoro.” Mai profezia fu più azzeccata. E’ proprio così, e li ringrazio per come e quanto mi hanno “viziato”. Certo, mi avessero svezzato prima ed insegnato alcune nozioni che nella vita in solitaria sono importanti, sarei stato più preparato. Per fortuna la mia educazione extra genitoriale ha colmato alcune lacune.

Concludendo, mi rendo conto che quanto ho scritto non abbia troppo senso ed, analizzandolo e rileggendolo mi accorgo che, in effetti, sto semplicemente vagando con i pensieri e lasciando scivolare le mie mani sulla tastiera senza un concetto chiaro per la testa o un’idea precisa. O forse sto dicendo di essermi impelacato in una prova importante, di maturità e crescita, che mi sta portando ancora di più ad assumermi delle responsabilità da uomo ed a vivere come tale, tanto nei momenti belli, quanto in quelli brutti.